Espatriati a Creta: balconi panoramici e giardini sotto le bouganville a Elounda.

Aggiornato il: 27 ott 2019


Greta non è mai salita in cima a Mavrikiano.., però sono mesi che conosce Tom e Shila. Tutto bene, possono continuare a sorseggiare il vino rosso locale che acquistano a tre euro nel

piccolo market davanti al porto di Elounda. Ieri, Greta e Jim hanno alleggerito la loro bouganville e Tom e Shila gli hanno dato una mano. Ora il loro tavolo da giardino sembra coperto da una soffice nuvola rosa sulla quale vien voglia di sdraiarsi. Tom e Shila sono qui da quasi tre anni, hanno preferito la collina al livello mare per stare lontano dalla calca estiva, si godono tutto dalla distanza dei loro balconi. Noi ci siamo, a sorseggiare vino, perché abiteremo per un po’ uno di quei balconi. Anzi due. E non viene proprio voglia di rientrare in cucina o in camera una volta che ti ci siedi fuori. Hanno smesso di lavorare cinque anni fa, tutti e quattro, è sono da più di sei anni che frequentano Creta. Non sappiano perché sia così importante essere stati in cima a Mavrikiano ma capiamo, arrampicandoci fino casa, che è un‘ascensione verso il mistero catartico della vita. Impieghiamo anni di complicazioni inevitabili per finalmente amare i meriggiare pallidi e assorti in situazioni precarie, dove tutto sembra fermo a prima degli anni ‘60, immerso in atmosfere beat generation. Mentre scendi il vicolo imbiancato a calce, Cormac è lì seduto come sempre e come sempre in pantaloncini, col suo volumetrico corpo abbronzato, calvo come un Minosse dantesco all’incontro dei dannati. “ Un altro bel giorno” esclama come saluto Jim ; “ Ogni giorno è un bel giorno! ” risponde Minosse. Questo da marzo a dicembre, data in cui Cormac si infila una maglietta e diventa definitivamente taciturno. Ci dicono che non puoi non fermarti almeno una volta al giorno a bere una birra da Cormac. L’anche lui vecchio balcone affianco al nostro ospita due italiani in pensione anche loro.


Fine Ottobre ci dicono, Livia e Gianni, è la stagione più secca. Tempo in cui gli uomini portano i pick-up sugli arenili per ricoverare sdraie e ombrelloni, per poi cominciare la raccolta delle olive che terminerà per certi di loro a febbraio. La stagione estiva si allontana. “ Non è più il tempo” dice Andreas nel suo inglese mediterraneo, “in cui i caproni hanno le barbe profumate”. Prima che finisca il vino, dobbiamo sapere. In piena estate le foglie di lodano trasudano una sostanza appiccicosa e odorosa che intride la barba dei caproni. Terra di miti e di agricoltori Creta; di allevatori e di raccoglitori. Mondo minoico pre-ellenico che oggi infiamma le fantasie di molti europei continentali che in questa atemporalità, una volta assaggiata, bramano vivere. Ma ora è tempo di un goccio di Raki sul terrazzo di Livia a Gianni.



Un brindisi di addio alla Vervoort, campionessa paralimpica. Come aveva annunciato, quando i giorni brutti hanno superato quelli belli, ha usato le carte che aveva già firmate e che erano quelle che le davano quel minimo di serenità per vivere.





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