Maráthi, Creta, il pedicure e... la base militare.

Aggiornato il: feb 22



A una manciata di chilometri da Xanià, sulla penisola di Akrotiri, c’è la bella e tranquilla (a novembre) spiaggia di Maráthi. Qui, oltre a godersi la temperatura tiepida del mare che in questa stagione è al suo massimo, basta entrare in acqua e restare fermi per qualche decina di secondi per poter usufruire gratuitamente dell’itticoterapia. Ormai diffusa in tutta Europa, 10€ a seduta, questa tecnica della medicina alternativa che si pratica solitamente con pesciolini di acqua dolce della famiglia dei Ciprynidae, qui viene offerta, come pedicure, da una specie marina della quale non conosco il nome, ma del cui risultato posso dare conferma. Se resistete al primo istinto che è quello di scalciare e dire “ ma che diavolo” ai primi pizzichi che raggiungono i vostri piedi, nell’arco di qualche minuto verrete attorniati da un nugolo di pesciolini che si buttano a capo fitto sulle particelle morte della vostra pelle. Voi ve ne stati lì fermi, faccia al sole, e loro imperterriti e inarrestabili si prendono cura dei vostri piedi senza che sganciate un euro, con la sola moneta di scambio del baratto: tu dai la pelle morta a me, io in cambio ti rendo i piedi morbidi e curati.


Mentre godete di questo paradisiaco servizio, vi torna in mente il cartello che avete letto scendendo le pendici del promontorio verso la spiaggia: area militarmente controllata, vietato scattare fotografie.

Siccome siete alquanto sicuri che il problema non siano i pesciolini, e avete gli occhi abbacinati dal sole, al primo rumore di elicotteri vi parate la vista e date un’occhiata al cielo sopra di voi e lì comincia la parata. Due elicotteri doppia elica Chinook girano sopra la vostra testa. Dopo qualche minuto passano dei caccia in formazione. Quindi, siete convinti di assistere alla scena di un film quando un aero civile passa scortato da quattro caccia, due per ogni lato. Ancora elicotteri doppia elica, ancora caccia, tutti a bassa quota, compiendo giri concentrici sopra lo specchio d’acqua della baia nell’evidente svolgersi di voli di esercitazione. A quel punto, mentre vi domanderete come il golfo e la spiaggia possano mantenere un atmosfera inalterata e rilassata, sghignazzate un po’ ripensando alla sosta che avete fatto poco dopo il cartello che qui si riporta nella foto precedente, alla escursione sollecita fatta sotto agli olivi e tra il falasco seccato dal sole, e alla foto che avete scattato malgrado il forbidden.



Non potevate spingervi oltre ma il cacciatorpediniere (?) della United States Navy è stato “colpito”.

Ora, tra un sogghigno e una riflessione, avete perso di vista i vostri piedi. I missili da pulizia per la pelle morta roteano tra le vostre gambe e si lanciano sui vostri arti sbranando la cute superflua a più non posso e forse stanno esagerando un po’, che siano Marins, dovutamente camuffati come solo le grandi potenze possono mettere in atto, venuti a rendere giustizia per non aver rispettato i divieti imposti dalla base militare americana?







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