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Quando hai tempo di aspettare che il tempo migliori - Story Hunters on the road

Confessioni di un Camperista 3°


Albania 14 Ottobre 2022 - Ci troviamo, da ieri, a Orikum Pasha Liman, sulla sacca del golfo che ospita a nord-ovest Valona, che da qui dista circa 40 km. Siamo sul prolungamento del Golfo di Otranto, alle porte del Mar Ionio, per ora, questo è il luogo marino che ci è piaciuto di più dell'Albania.

Ma sembra che il bello debba venire proprio ora.


A ovest abbiamo la penisola di Karaburun, che ospita una base militare, ed è un parco marino di rara bellezza, visitabile solo in barca, una presidio vi ferma al suo ingresso via terra. A sud, sud est, si incrocia la catena dei Monti Akrocerauni che sovrastano la costa ionica. Qui la storia vuole che Giulio Cesare fece riposare la sua legione a Palasë, sulla costa ionica, durante la sua ricerca di Pompeo. La catena degli Akrocerauni forma uno scenario suggestivo di alte montagne che si affacciano sulla riviera albanese e su diverse isole, tra le quali la maggiore è Kérkira, ossia Corfù. Che, con ogni probabilità, visiteremo.


Non vediamo l'ora di percorrere questo scenario a passo d'uomo, a bordo di Rocinante. Per raggiungere Sarandë, infatti, località dove siamo diretti, sita a poco più di cento chilometri da dove ci troviamo, la strada più scorrevole sarebbe risalire fino a Valona e imboccare la SH4 per Argirokastro, sull'interno. Volendo, invece, affrontare le montagne costiere, si è costretti a salire il passo di Llogara, dove la piccola strada s'inerpica a picco sul mare oltre ai 1000 metri d'altezza.


Tornati e precipizi e il pericolo di incrociare mezzi che possono complicare il transito a causa della carreggiata ristretta, consiglierebbero di preferire la strada maestra e interna, ma, a noi piace piace l'idea di transitare per quello che sembra essere un percorso solitario e mozzafiato. Perché no?!


Da ieri, tempo metereologico e previsioni la mettono male. Dunque, stiamo aspettando che torni il bel tempo, previsto per domani o per dopodomani per affrontare col sole il valico di Llogarasë.


Questa mancanza di fretta, questa possibilità, distesa, di assecondare i capricci del tempo metereologico senza subirne il minimo fastidio è un'altra grande libera che concede la scelta di vivere su una casa a quattro ruote e di gestire il proprio lavoro da remoto. Anzi, ha in sé qualcosa di ancestrale, se vogliamo. Il cammino, s'interrompe, rallenta in attesa di condizioni metereologiche migliori.


Parcheggiati sulla lato della spiaggia, le spiagge qui si fanno ioniche e sassose, ascoltiamo le onde del mare e controlliamo le nuvole che caricano le cime degli Akrocerauni .



Nel mentre, montiamo le interviste filmate di recente, io scrivo questo blog, aspettiamo che spiova per camminare fino all'inizio della Karaburun.



Stamane, questa bella pausa, mi ha dato il tempo di passare qualche ora con Pëllumb, il cui nome in albanese significa palombo, e che, nei suoi 12 anni trascorsi a Milano, gli amici chiamavano Colombo.

D'altra parte, se Cristoforo Colombo nel 1492, dopo la caduta di Bisanzio, attraversò l'oceano, a bordo delle sue caravelle, per raggiungere quelle che credeva, a torto, le Indie; Pëllumb, negli anni '90, dopo la caduta del comunismo, attraversò, insieme a tanti suoi connazionali albanesi, l'Adriatico, a bordo dei gommoni, per raggiungere quello che tutti loro, a torto, credevano fosse "il paradiso".


Voglio condividere con voi questa riflessione. Quando in Italia incontriamo un albanese e lo sentiamo parlare in italiano, col suo tipico accento e con le sue normali storture linguistiche, storciamo il naso. Bene, vi assicuro, che quando siamo in Albania e non comprendiamo una sola parola di questo che è uno degli idiomi rimasti più intatti nella storia, quando incontriamo le numerosissime persone, gentili e disponibili che parlano italiano, togliendoci dall'impaccio e spesso dai guai, restiamo sbalorditi di come il loro eloquio italico parlato qui, nella loro terra, risulti eccellente, ricco e perfino con note di sfumatura poetica.

Qualcuno, parlando di birra, diceva "meditate gente , meditate". Ecco, meditiamo su questo fatto e su quale pregiudizio poggino le sue fondamenta.


Pëllumb mi ha fatto conoscere parti della storia albanese e note della sua musica tradizionale, cantandomi su due piedi brani la cui esecuzione, se confrontata con la nostra musica popolare, mi è parsa di una difficoltà notevole, e di suggestione rapsodica ma lirica . Ne è uscito un filmato che proporrò prossimamente nel nostro Canale YouTube.


Questo è viaggiare all'insegna dell'incontro, come è avvenuto a Tremoli con Tatiana: questa la sua toccante intervista


Rocinante, il camper, la casa che ti porti dietro, quella che idealmente non lasci mai perché è lei che segue te, ti insegna, via via, a regolare i tuoi tempi con la calma del respiro che ti circonda, perché, finalmente, ti rendi piacevolmente conto che ciò che ti circonda ha, come te, un suo respiro, e queste due misure si possono armonizzare tra loro, e far sì che qualcosa del senso di estraneità rispetto agli altri e all'atro da sé si sciolga e inizi a fluire e rifluire dentro e fuori di te, come il lento movimento di un marea.

Quando hai tempo, serenamente, di aspettare che il tempo migliori, che i tuoi assilli si allentino, le tue ansie si sciolgano, quando hai il tempo di attendere che torni il sereno, sospendendo il giudizio, le attese e anche i desideri, se richiesto, perché tutto torni a fluire al momento propizio, dettato dal caso, dagli eventi che vivi e dei quali, se vuoi, formi parte integrante, non in contrasto, non in dissenso, può capitare che in questo tempo sospeso, tu scorga le cose migliori, quelle che ti sarebbero sfuggite, quelle a cui non avresti fatto caso.

E' allora che il tempo si dilata, che la tua vita si allunga e che l'armonia con essa s'intride di dialoghi e scoperte.


Grazie Rocinante, per la tua lentezza, per le pause alle quali ci induci, per il tempo che riacquista spazio e significato.


Leo

Story Hunters on the road




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