Trasferirsi alle Isole Canarie - Italiani che vivono a Las Palmas


Noi di Story Hunters tv abbiamo deciso di cominciare le nostre interviste del canale youtube iniziato a gennaio 2018 con gli italiani che hanno deciso di trasferirsi in Spagna a Gran Canaria, la seconda isola, per grandezza, dell’arcipelago delle Canarie, in quanto la prima è Tenerife. Non c’è nessuna mappa programmata, nessun appuntamento in agenda.

Ci piace l’idea di andare all’avventura. Di girare, annusare, capire il posto e la gente. Di toccare com mano cosa vuol dire vivere alle Canarie e di incontrare chi ci può raccontare la propria storia. Siamo a Las Palmas di Gran Canaria, la capitale. Alloggiamo in Calle Portogal, nel barrio de Guanarteme. Una stretta viuzza del quartiere ( composto da strette viuzze…) parallelo al litorale Playa de Las Canteras.

Las Canteras è un romantica passeggia pavimentata a picco sulla spiaggia e sul mare che va dall’auditorio Alfredo Kraus a La Puntilla.

Addossato agli edifici del fronte nord-est della città, con balaustrate e lampioni artistici, in acciaio, che ricordano le alberature delle barche a vela, il Paseo segue le curve morbide della costa per oltre due chilometri.

Il nostro vivere a Gran Canaria ( momentaneo...) si compone in un appartamento al secondo piano che da le spalle al mare, di un’auto in affitto per muoverci sull’isola e di tanta voglia di incontrare storie da raccontare. Una volta scesi nell’atrio della palazzina che ci ospita, un breve corridoio conduce a una porta a verti che da direttamente sulla passeggiata de Las Canteras. Un passo fuori casa e ci sembra di entrare nel set di un film francese d’altri tempi, un po’ estraniante: telecamere fisse su scene teatrali, dove il cielo e il mare virano a un azzurro tenue che da sul grigio; il titolo potrebbe essere lavorare alle Isole Canarie: una scenografia riflessiva, dove possibilità e sconfitta sembrano spalleggiarsi.

Tre grandi golfi ricevono e respingono le maree dalle loro spiagge sornione, sotto quella che gli isolani chiamano “panza de burro”, ossia “pancia d’asino”: una coltre bianca, quasi costante,

che d’estate crea una sensazione termica di fresco, e dalla quale d’inverno traspare un sole pallido, che spesso, a seconda dei venti, apre le nuvole e gettandosi sulle spiagge le accende di luce oceanica.

​Appena 5 gradi al di sopra del Tropico del Cancro, la Gran Canaria ha una temperatura primaverile tutto l’anno.

Dal 1852, per numerosi decenni, Las Palmas fu un porto franco: un luogo dove lavorare alle Canarie voleva dire fare affari, quando agli affari si univano il gioco d’azzardo, la bella vita e le fughe romantiche ( spesso drammatiche).

Questo film, di sfarzosa e ingiallita memoria, nel cui set in "bianco e nero" ci sembra di camminare, trapela nell’architettura e nel clima nostalgico della passeggiata de Las Canteras, nell’aspetto un po’ démodé dei suoi alberghi, più che in qualsiasi altro luogo della città.

V’è qualcosa di presente che vi induce al benessere e qualcosa di passato e di malinconico che vi rende riflessivi. È il mare, quello de Las Canteras, più “esistenzialista” e romantico che possiate incontrare. Sarete continuamente sospesi tra la voglia di fare e quella di contemplare: condizione romantica per eccellenza.

Questa sarebbe già una buona ragione per trasferirsi in Spagna, nella capitale collocata nella regione più a sud dell'Europa. Un libro di Albert Camus, potrebbe accompagnarsi bene all’atmosfera dei mesi invernali ( ma pur sempre primaverili) della città.

Se Las Palmas è l’occhio socchiuso e sognante, un po’ malinconico e fascinoso della Gran Canaria del Norte, Maspalomas, all’estremo Sur, è l’esplosione luminosa dello sguardo terso e lucido di una terra vulcanica che ha saputo vedere ( e vendere) se stessa attraverso gli appetiti turistici della Penisola (come gli isolani chiamano la madre patria iberica ) e dell’intero continente europeo.

Forse il luogo di più facile approccio per lavorare alle Isole Canarie . In effetti, le Canarie sono il posto più a sud e più a est del vecchio continente. Si giunge in questa oasi esotica senza passare dogana, senza cambiare né moneta, né costumi.

Visitiamo il sud di Gran Canaria e constatiamo la capacità di trasformare il deserto in benessere; ci aggiriamo tra i labirinti del suo iper-turismo, e torniamo alla più trascendente Las Palmas. Qui, in questa città quasi spirituale, il cui clima, ci dicono, è una perenne primavera, incontriamo i nostri amici da intervistare.

Silvia e Riccardo lì incontriamo al locale lungo Las Canteras, dove lui lavora come cameriere. “Vogliamo creare un canale YouTube con il quale raccontare storie di italiani all’estero, ci rilasceresti un’intervista?” Docile e simpatico Riccardo è subito d’accordo.

Due giorni dopo, all’appuntamento conosciamo sua moglie, una ragazza sarda con una lunga immersione torinese: la forza e la simpatia fatta persona. In questa ricerca, riuscita, non hanno esitato a coinvolgere la loro bambina di 7 anni che si è adattata perfettamente alla nuova vita. Tutti insieme sono qui per costruire un’esistenza più tranquilla, e a quanto pare ci stanno veramente riuscendo; non sono legati al denaro, e questo sembra già portargli fortuna!

Noemi, è la ragazza con la quale abbiamo stabilito lo scambio casa su Guest to Guest (il sito che usiamo per organizzare le nostre permanenze all’estero e che vi raccomandiamo caldamente). Con suo marito Rafael sono proprietari di 5 agenzie immobiliari Remax, dislocate sull’arcipelago delle Canarie . Lei ci presenta Francesco, che oggi è uno degli uomini di punta della sua agenzia de Las Palmas di gran Canaria. Francesco da uomo di vendita qual è (forgiatosi al freddo e al gelo di Torino...), decide, lucidamente, e in totale comunione con sua moglie, dopo uno studio sistematico della zona e delle possibilità che offre, di trasferirsi e di rilanciare in Las Palmas la sua carriera di professionista indipendente e di successo. Coscienzioso e sicuro di sé, cerca l’affermazione professionale e il benessere della sua famiglia, in un contesto che offre una maggiore qualità di vita, in un clima più piacevole. Non ha scelto Gran Canaria a caso. Dopo sei mesi parlava spagnolo perfettamente: sa dove vuole arrivare e sa che vuole farlo qui, a Las Palmas, insieme a sua moglie.

Addentrandoci per La Vegueta, il quartiere vecchio della città che si svolge intorno alla Cattedrale di Sant Ana, dove si trova l’abitazione di Cristóbal Colón che dell’isola fece la sua tappa preferita e strategica, ci imbattiamo in Silvio, il più giovane dei nostri 3 intervistati.

Voglia di crescere e di conoscere lo hanno portato prima a Londra e ora in questo angolo di paradiso. Lo aspettiamo al termine del suo turno di lavoro e lo intervistiamo. Ma è al momento della birra che berremo insieme dopo l’intervista che Silvio darà il meglio di sé. Scopriamo un giovane determinato, volitivo e con alle spalle un intenso lavoro su se stesso e sulla capacità di coordinare e convogliare al meglio le sue possibilità. È qui alla Gran Canaria in cerca di un novo banco di prova sul quale crescere. Per come lo abbiamo conosciuto, siamo sicuri che lo supererà alla grande! Tre storie, tre motivazioni diverse; tre ricerche distinte confluite nel contesto di questa città magica dal clima dolce, con alle spalle una storia a lustrini e un futuro concreto basato sul transito di un intenso commercio, tra Europa, Africa e resto dell’Atlantico, e in questa isola divisa tra una fortissima identità originaria e una vocazione turistica che, nel vero senso della parola, non conosce stagioni. Tre esperienze in grado di dare consigli per come trasferirsi alla Canarie tratti dalle loro storie vissute.

Negli stessi giorni che i nostri amici ci raccontano le loro storie, noi ci lasciamo scarrozzare per l’isola dal nuovo amico locale: Josè. Simpatico parlatore indefesso, del suo eloquio comprendiamo a fatica la metà, ma lo apprezziamo in tanti modi: per la passione con la quale ci fa da guida, la delizia del suono del suo idioma attraverso il quale apprendiamo qualcosa della lingua spagnola, l'immersione che ci offre nello spirito di un vero isolano.

Gracias Josè, sei il primo dei tanti ottimi motivi per tornare su questa isola trasognante!

Mentre il traghetto ci porta a Tenerife (dove incontreremo altri amici da intervistare, qui il video), il fascino irriducibile, discreto e auspicante di Las Palmas e de la Gran Canaria sembra possa riconoscersi nella frase del suo scrittore più celebre, Benito Pérez Galdós (che molti considerano il più grande autore spagnolo dopo Cervantes), il quale ebbe modo di lasciare ai posteri la seguente, eloquente frase: “Felici coloro che amano la dolcezza del lavoro senza esserne schiavi”.

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