Creta anima minoica ...

Aggiornato il: gen 13


4.000 anni fa, parallelamente agli egiziani nel continente africano, i minoici erano la sola civiltà in sviluppo del blocco europeo. Non furono mai un regno unito, bensì un centinaio di città e villaggi prima indipendenti e poi assoggettati a re territoriali. I poeti e gli storici locali, come Epidemide di Cnosso, immaginavano la popolazione del loro paese composta da parecchie razze. Alcune ritenute indigene, altre giunte dai Balcani, dal Peloponneso, dalle isole settentrionali del Mediterraneo e da Troia. La loro fantasia, se non i loro ricordi, era stimolata dall’accozzaglia sociale che avevano sotto gli occhi. Ancora oggi, i cretesi giudicano severamente le loro diversità. La gente di montagna, ci dicono, disprezza quella di pianura che contraccambia di cuore. Un diffuso proverbio dice che gli abitanti dei Monti Bianchi sono fatti per le armi ( s’intenda vendetta), quelli della provincia di Rethymno per le lettere ( s’intenda belle frasi), quelli di Candia per i vini (s’intenda gli utili cospicui) e quelli di Sitia - la regione in cui ci troviamo ora- per la buona tavola ( s’intenda la mollezza). I cretesi avevano la convinzione, si scrive, di valere più di tutti gli altri greci messi insieme, e qualche volta anche di tutti i popoli che si proclamavano civilizzati, e in questo si dimostrano degni seguaci di Europa, madre di Minosse e di tutte le civiltà europee.


Eccoci là, immortalati nelle pagine del quotidiano locale di Creta “Anatoli” - Alba -. Questo grazie all‘editrice kalliope ( dalla bella voce, musa della poesia) che appassionatasi alla nostra storia e a quella del nostro canale YouTube ha voluto scrivere un articolo su di noi. Una molle giovane donna dell’est di Creta aperta, come l’anima minoica di questa terra, e capace di lasciarsi suggestionare e di partecipare le vicende altrui.


No, non è l’auto che abbiamo preso in affitto - a me questa piace molto di più-. La nostra Panda parcheggiata in un posto sbagliato, un angolo d’incrocio stretto, nel quale dava oggettivamente fastidio, è stata battezzata con un chiodo: una linea lato guida, una croce lato passeggero - forse reminiscenze del Lineare B? - . Abitiamo in coppa a una collina di un vecchio villaggio sopra Elounda dove non è possibile salire in auto. Abbiamo cercato il

parcheggio più vicino ( alla romana ), consigliati dalla proprietaria di Zurigo. E’ chiaro che la comunicazione tra uno svizzero è un minoico non può essere fluida. Bene, dopo tre notti, la nostra protervia o dabbenaggine è stata punita. Così, in sol giorno, abbiamo assaggiate le anime diverse appartenenti a un unico popolo: mollezza, gentilezza e passionalità e tranquillo e determinato senso della giustizia o meglio della giustezza. Entrambe esalano la loro forza nell’aria salmastra, sono un tutt’uno con essa, e rendono questi posti autentici e autodeterminati per mediterranea sedimentazione.




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